Categoria: Back to Basics

COME PRENDERE IL SOLE SENZA SCOTTARSI E FAR DURARE L’ABBRONZATURA

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COME PRENDERE IL SOLE SENZA SCOTTARSI E FAR DURARE L’ABBRONZATURA

Questo articolo è per te, che hai la fissa della tintarella e mi fai fare la mamma che ti rincorre urlando METTI LA CREMAAA!

Ma anche per coloro che d’estate strisciano nell’ombra perché si ustionano sempre


La melanina la conosciamo tutti, certo, e probabilmente abbiamo sentito parlare di carotene.

Ma quanto ne sappiamo davvero?

Partiamo dalle basi:
Melanina ≠ Carotene

Tu mi dirai: e fin qui, grazie mille.

Ma dammi un minuto.

La melanina

La produciamo naturalmente in base alla nostra genetica (e all’esposizione solare, certo) e determina il colore della nostra pelle e dei nostri capelli grazie a una diversa combinazione per ciascuno di noi di due tipi di pigmento:

  • l’eumelanina
    è il pigmento scuro e protettivo, con tonalità dal marrone al nero. Rappresenta una protezione contro il sole e per questo chi è naturalmente più predisposto a produrne si scotta meno facilmente con l’esposizione solare
    MA HA COMUNQUE BISOGNO DI METTERE LA CREMA
    (mai sentito parlare delle macchie solari?
    per non parlare di problemi più gravi)
  • la feomelanina
    è un pigmento che va dal rosso all’arancione, è quello che produce, tra il resto, le lentiggini, e tende a dare alla carnagione un colorito più caldo.

La melanina viene prodotta naturalmente dalla nostra pelle in percentuali diverse in base alla nostra genetica e può aumentare in risposta al sole cambiando quindi il nostro colorito durante l’anno.

Se hai già letto questo articolo sui sottotoni e sull’armocromia avrai già capito che la melanina è un fattore non univocamente determinante in questo senso. L’eumelanina, in particolare, tende a determinare il grado di scuro/chiaro della pelle, mentre la feomelanina tendenzialmente sposta il colorito verso tonalità più calde.

TUTTAVIA.

C’è il carotene.

Il carotene è un altro pigmento aranciato che tende a conferire un tono dorato alla pelle (e all’abbronzatura) ma non ha niente a che vedere con l’esposizione solare e non viene prodotto naturalmente all’interno del nostro corpo.

Per tutte coloro che dicono “non mi scurisco, ma divento dorata”: è possibile che sia dato più dall’alimentazione che dal sole. La frutta che mangiamo in estate, ma non solo (come le albicocche, il melone e molti altri alimenti che consumiamo anche in inverno, tra cui ovviamente le carote), ne è ricca e, combinandosi con la melanina prodotta dal corpo con il sole, il carotene splende in tutta la sua forza in estate.


Per riassumere:

  • Eumelanina: colorito scuro/marrone
  • Carotene: colorito dorato / aranciato
  • Feomelanina: colorito rosato / rossastro

E a proposito di colorito rossastro (e qui torniamo a me che ti rincorro con la crema): se la tua abbronzatura “prima diventa rossa e poi scura” significa che hai danneggiato la tua pelle e l’hai costretta a produrre velocemente melanina di riparazione quando ormai è tardi.

Il rosso dopo il sole (inteso come scottatura anche solo iniziale) non è MAI un buon segno, non ha niente a che vedere con la feomelanina ed è un segnale di capillari dilatati e di danno alla pelle che, peraltro, farà accelerare il turnover cellulare facendo sì che la melanina prodotta (e quindi l’abbronzatura) se ne vada prima.

Mi dai retta, adesso, e ti metti la crema?

“No perchè mi da fastidio sulla pelle e mi incasina il trucco”

già ti sento

Ma le hai provate le creme che tengo io, apposta per essere messe sotto al trucco?

Non segnano, non vanno in conflitto, non te ne accorgi.
Ti sfido: vieni in negozio e vedi se non trovi una texture che ti soddisfi.

Io ti capisco perché mentalmente siamo tutti rimasti a quando tornavamo a casa come panatine per la sabbia appiccicata alla crema e ci sentivamo sciogliere, in acqua e sotto il sole, per questi strati oleosi e spessi che ci creavano scie addosso.

Ma la tecnologia dietro ai solari ha fatto enormi passi avanti, da allora, e molte case cosmetiche hanno iniziato a produrli internamente proprio per consentire l’interazione col trucco.

Per farti un esempio, in negozio ho sempre un primer (sì, un primer, quindi aiuta il make up a performare, anziché il contrario) e una bbcream con spf di media copertura da usare tutto l’anno

( perché sì, i solari non si mettono solo d’estate: lo sai, vero?)


e quando viene il caldo ho vari solari impalpabili e idratanti (pensati, volendo, per sostituire le creme nella skincare routine estiva) tra cui il roll on spf 50, che garantisce una copertura totale anche sui tatuaggi senza appesantire la pelle, nonché uno dei miei prodotti preferiti della stagione, ovvero la protezione solare in cipria, che consente di ritoccare (e riapplicare quindi il solare) anche sopra a un full face make up.

Tra l’altro, a proposito di prodotti preferiti, anche se non si tratta di un solare, c’è la maschera capelli in gel che ci fa a tutte i capelli da fata da anni, ormai, e in estate mi piace usare come impacco al mare o in piscina per restituire vitalità a capelli provati dal cloro e dal sale.

e se vuoi informazioni puoi sempre contattarmi qui cliccando sulla nuvoletta di whatsapp.

Che altri articoli ti piacerebbero, per l’estate?

Skincare routine leggera? Trucco minimale che non ti appesantisce?
Oppure vogliamo i brillantini?

è una delle parti più divertenti del mio lavoro ;)🍎

CONOSCI LA TUA PELLE?

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CONOSCI LA TUA PELLE?

COME CAPIRE IL TONO, L’IDRATAZIONE
E LE NUANCES DELLA TUA PELLE

Questo articolo è per te, che con la tua pelle hai un rapporto conflittuale fatto di controsensi e incomprensioni

le brutte intenzioni, la maleducazione
di non farti mai capire chiaramente che cos’ha


Eccoti qui ogni sera che cerchi di capire come sta la tua pelle.
La studi, la scruti, la stiri, la premi…

Ma quanto la ascolti?

Partiamo dalle basi:
Come la senti?

Quando ti chiedono di descriverla potresti partire dal dire

“spenta”, “arrossata”, “lucida”, “acneica”

ma ricordati che la pelle è innanzitutto un organo e come parte del tuo corpo è in grado di comunicarti sensazioni e segnali.

Quindi lascia perdere lo specchio, lascia perdere ciò che vedi, e concentrati sulle sensazioni del tuo viso.

Come sta la tua pelle?*

Definisci meglio questa sensazione: tira come quando hai preso troppo sole o come se fosse meccanicamente sottoposta a uno sforzo?
A seconda, potresti aver bisogno di una crema nutriente o idratante, perché hai una pelle secca o disidratata.
ATTENZIONE: questi due termini non sono sinonimi. Scorri in basso per saperne di più!

A che livello senti il prurito? Come un formicolio sotterraneo o come un pungore superficiale?
E quanto prude?
Nei casi di pelle sensibile, perché di questo si tratta, è importante identificare quanto e quanto a lungo queste sensazioni si manifestano e se è facile individuare una causa.

PS. Se la causa del tuo prurito è che hai un eritema perché non hai messo la crema solare c’è QUESTO articolo per assicurarsi che non succeda più.

Quanto è superficiale la sensazione di calore? Sembra venire da dentro, come se irradiassi calore, o sembra causato dall’esterno, come quando hai le mani maltrattate dal freddo?
Di nuovo, se hai una scottatura solare vai subito a leggere QUI; se invece si tratta di una sensazione che ti prende regolarmente, per esempio quando è la pelle è esposta al vento o al vapore, è probabilmente un caso di pelle reattiva, che si irrita facilmente e reagisce “accendendosi”, con calore e rossore.

Di solito questa sensazione è relativa a una zona molto specifica, in cui è in corso un’infiammazione. Potrebbe essere un livido, ma anche un brufolo, una cisti o una parte dolorante per qualsiasi motivo.
Se la pulsazione è temporanea e tutto sommato superficiale, dovuta a una pelle impura, possiamo trattarlo con la regolare cosmetica anti impurità (volendo anche super localizzata). Per tutti gli altri casi, occorre una diagnosi più chiara dalle figure proposte.

Come se fosse sudata o ricoperta di un film oleoso?
Si tratta di pelle grassa, che potrebbe essere impura (ma anche no, quindi non farti fuorviare dalla presenza o meno di pustole e punti neri) e anche localizzata solo in alcune parti del viso (nel qual caso è definita mista, ma può essere trattata anche a zone).

Come se non respirasse e risultasse occlusa dopo aver messo la crema ?
Vuol dire che la crema ti ripristina una barriera lipidica che non ne aveva bisogno: non hai necessariamente la pelle grassa (anzi, potrebbe anche essere secca), ma hai una pelle che mal sopporta le formulazioni troppo corpose.

Cosa intendi per stanca? Spenta? Poco elastica? Svuotata?
Di solito queste condizioni si possono ricondurre, con più attenzione, a una delle sensazioni riportate sopra.
Un’altra cosa che potrebbe essere legata a questa sensazione è il microcircolo pigro: quello che intendi dire è che il sistema linfatico drena piano, o poco, e la tua pelle sembra “addormentata”, come se non la sentissi con la stessa vitalità ed energia con cui senti il resto del corpo.


* piccolo disclaimer: questo articolo si pone nei confronti della pelle come una fonte di problemi perché è volto a trovare delle soluzioni. Ma le sensazioni che hai nei confronti della tua pelle possono anche essere tutte positive o, comunque, non solo negative.

Imparare ad “ascoltare la propria pelle è fondamentale non soltanto per conoscerla e prendersene cura, ma anche per riconoscere i segnali di allarme quando si comporta fuori dal normale.


Quanti di noi impiegano anni ad accorgersi che la pelle è cambiata, rispetto a come eravamo convinti di poterla descrivere, perché la cataloghiamo in base all’efficacia di prodotti comprovati anziché in base alla sensazione attuale?

Parti da come la senti, e il vostro rapporto prenderà una nuova piega.

Partendo dal fatto che se per alcune di queste sensazioni hai da riportare un fastidio importante (in particolare per il bruciore, il prurito o la sensazione di calore/pulsazione) potrebbe trattarsi di un fattore momentaneo o cronico che vale la pena di approfondire con uno specialista (es. acne, dermatite, reazione allergica o psoriasi),

analizziamo meglio queste sensazioni.

Come avrai notato, si faceva spesso riferimento al “livello” – superficiale o sotterraneo – a cui si riferisce una certa sensazione. Può sembrare una sottigliezza ma spesso denota situazioni e tipologie di pelle completamente diverse.

Un esempio:

Pelle secca VS pelle disidratata

ebbene no, non sono affatto la stessa cosa
  • La pelle secca è secca superficialmente, pertanto “tira” a livello superficiale (per intenderci, come dopo aver fatto il bagno nell’acqua salata, o dopo aver preso molto sole) e potenzialmente mostra segnali come ruvidità, screpolature, pellicine e microrughe.
  • La pelle disidratata manca di idratazione nello strato sottostante, tira quindi a un livello più profondo e può essere descritta come “troppo stesa sul volume del viso”: si tratta di una mancanza di elasticità che non necessariamente si accompagna a una secchezza superficiale. Anzi, può capitare di avere questa sensazione eppure mantenere una pelle liscia e compatta, che al tatto sembra persino oleosa.

Alla prima manca nutrimento (ovvero una componente lipidica che vada a rafforzare la barriera dello strato più esterno della pelle), alla seconda idratazione (ovvero acqua a livello tissutale).

[ Ora le etichette delle creme prendono più senso, vero? ]


I prodotti e le procedure per queste due situazioni sono completamente diversi: uno potrebbe essere a base oleosa, per nutrire la pelle secca, l’altro sarà a base d’acqua e punterà a migliorare il modo in cui la pelle mantiene elasticità e tono evitandole di restare disidratata.

Se questo esempio ti è stato utile, possiamo passare a spiegarne in breve il meccanismo:


Come è composta la nostra pelle
in pochissime parole

Pochissime, prometto. Facciamola facile facile

La pelle è l’organo più grande del nostro corpo ed è un confine dinamico che al contempo protegge il nostro corpo, ne regola la temperatura, e lo mette in comunicazione con l’esterno.

un momento di apprezzamento per la pelle
che si merita tutte le nostre cure
  • La corazza esterna:
    L’EPIDERMIDE
    è lo strato più superficiale: quello che tocchi e che si spela senza sanguinare, perché non ha vasi sanguigni. Vi si trovano lo strato corneo, il film idrolipidico e i melanociti, che producono melanina dando colore alla pelle e proteggendola dai raggi UV.
  • L’impalcatura interna:
    IL DERMA
    è lo strato “vivo” e polposo. Qui si trovano i vasi sanguigni e le terminazioni nervose, i bulbi piliferi, le ghiandole sebacee e sudoripare. Vi si trova anche il cuore del sistema linfatico, che regola il drenaggio e la ritenzione idrica. Questo è lo strato interessato, tra il resto, dall’acne.
  • Lo strato isolante:
    IL TESSUTO SOTTOCUTANEO (o ipoderma)
    Composto principalmente da cellule adipose, regola la temperatura e fa da ammortizzatore contro gli urti. Nel viso è ciò che da spessore alle guance, per esempio. Vi si trova anche lo strato più profondo del sistema linfatico, sanguigno e nervoso, ed è qui che avviene (quando di questo si può parlare), tra il resto, il fenomeno chiamato cellulite.

Una volta capita questa “struttura a strati”, termini complessi e confusi come “sottotono” e “sovratono”, “idratazione profonda” e “barriera cutanea” ti saranno subito meno oscuri.

Ne possiamo dedurre che:

. Il sovratono riguarda ciò che è percepibile a livello dell’epidermide, e come abbiamo visto QUI è ciò su cui occorre basarsi per acquistare un fondotinta.
. lI sottotono si compone di ciò che accade al di sotto dell’epidermide, ed è ciò che studia l’armocromia e che spiega come mai alcuni accostamenti di colore “ti sbattono” o “ti accendono”. Nel make up, è una cosa che si nota particolarmente con prodotti molto pigmentati, come rossetti e blush.

Nessuno di questi è il COLORE della tua pelle, che è dettato principalmente dalla melanina e che abbiamo analizzato meglio nell’articolo sull’abbronzatura e sui solari, proprio QUI.

Ma anche che:

. La pelle oleosa può essere al contempo disidratata in profondità: è una condizione che si definisce asfittica.

Se hai seguito il ragionamento, avrai dedotto che significa che questi stati interessano strati differenti della pelle: la superficie (l’epidermide) e la parte più profonda (il derma) della pelle possono “comportarsi” in maniera diversa ed è per questo che capita di avere la sensazione che si verifichino dei paradossi.

Ti sembra che la tua pelle ti dia segnali contrastanti, ma è solo perché non sai collocarli nel punto giusto.

E infine, che:

alcune situazioni e sensazioni sono relative solo ad alcuni strati della pelle per definizione.

. La dermatite e la psoriasi, per esempio, si concentrano nello strato esterno della pelle e sono spesso la spiegazione di sensazioni come prurito, bruciore e calore costante (ma va analizzata e discussa con un dermatologo, e non ne parleremo oltre, qui).

. Al contrario, la couperose si manifesta con un rossore in superficie ma ha origine nei capillari, nel profondo (e per questo si associa a una sensazione di calore che si irradia da dentro).

. La pelle “spenta” o grigia è in genere una questione che riguarda lo strato corneo, ovvero le cellule morte che compongono la barriera più esterna dell’epidermide. Si rinnovano in media ogni 28 giorni, ma può capitare che senza un’esfoliazione chimica o meccanica lieve restino più a lungo, ossidando e diminuendo la luminosità percepita a causa di una minor rifrazione della luce.
Anche il carotene può influire sulla “radiosità” della pelle, ma anche di questo abbiamo parlato QUI.
. La pelle “stanca” e “svuotata”, invece, si lega a strati più profondi, che riguardano il microcircolo e la componente lipidica, quindi a volte si situano persino a livello sottocutaneo. Si può intervenire, tramite la skincare, con eccipienti rimpolpanti e drenanti, che aiutino il sistema linfatico e stimolino la sintesi, per esempio, di collagene e acido ialuronico.

Torniamo quindi alle sensazioni riguardanti la nostra pelle e uniamo lo studio tattile e visivo:

. Il tuo viso “tira”, ma la pelle risulta morbida al tatto e liscia alla vista?
Probabilmente hai una pelle che ha bisogno di idratazione e che invece fa da sola tutto quello che serve a livello di barriera idrolipidica.

. La pelle è secca a livello superficiale, ma si comporta come una pelle impura?
Questo è perché non sempre le impurità sono causate da un’eccesso di sebo: la stessa occlusione può avvenire per l’ispessimento dello strato corneo (per via della secchezza, appunto), o come reazione a una barriera lipidica danneggiata

. Hai la pelle che si screpola facilmente, eppure quando metti la crema ti senti la pelle “tappata”?
Vuol dire che la tua pelle è secca e quindi occorre un prodotto lipidico che ne rafforzi la barriera, ma ti serve il giusto eccipiente, nel giusto peso molecolare, per non occluderla troppo

. Ogni volta che fai la doccia la tua pelle si arrossa, brucia o prude?
Si tratta di pelle sensibile o reattiva: se si irrita facilmente (con la depilazione, all’applicazione di nuovi prodotti, con il vento) servono prodotti dall’azione delicata che non aumentino i fattori di stress. (E una bella protezione solare).

Se invece il prurito, il bruciore o il rossore sono costanti, intensi e non migliorano, la skincare da sola non basta. Condizioni come la rosacea, la psoriasi, l’acne o i vari tipi di dermatite richiedono prima di tutto una diagnosi medica. Solo un dermatologo può capire l’origine del problema e prescrivere, se necessario, una terapia farmacologica o trattamenti ambulatoriali. Una volta avuta la diagnosi clinica, allora sì che si potrà affiancare una skincare cosmetica di supporto.

Sulla quantità di casistiche e sulla scelta di prodotti ovviamente c’è talmente da parlare che si potrebbe produrre tutta una serie di altri articoli…

Li faccio?

Spero che questo articolo sia servito a spiegarti meglio, almeno in parte, come funziona la tua pelle, in modo che iniziate un rapporto meno conflittuale, fatto di comunicazione e confidenza.

Ascolta la tua pelle ora

e domani
e dopodomani

Ricordati che le sue esigenze cambiano nel tempo, in base agli agenti atmosferici, alle tue condizioni di stanchezza, salute e idratazione, a ciò che mangi, alla tua età

Quindi parti sempre, prima di tutto, dalla sensazione.
Si tratta solo di applicarsi un pochino e vedrai che, nel tempo, “ti si affina l’orecchio”.

Sarà molto più semplice a quel punto spiegare ciò di cui hai bisogno a chi ti assiste: perché chi opera in questo campo in genere conosce e può proporre mille e milleuna soluzioni, ma “come la senti” sarà sempre una cosa che nessuno può sapere e riconoscere a parte te.
Se sul test visivo possono aiutarti, su questo occorre che tu e la tue pelle vi capiate tra di voi.

Ma vedrai, come in tutte le relazioni a partire da questo potete fare grandi cose insieme!

Alla prossima
e ci vediamo in studionegozio

🍎

COME CAPIRE IL (SOTTO)TONO DEL TRUCCO GIUSTO PER TE

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COME CAPIRE IL (SOTTO)TONO DEL TRUCCO GIUSTO PER TE

E FINALMENTE ORIENTARTI TRA TUTTE LE TONALITÀ

Questo articolo è per te, che davanti agli espositori di fondi, blush e correttori (ma a volte pure dei rossetti) ti fai prendere dallo sconforto

niente paura: una volta capito il tuo sottotono, non avrai più problemi!


Ci siamo state tutte, prima o poi: davanti a quello stand di correttori, ricoperte di swatch dalla testa ai piedi e non un passo più vicine a capire la tonalità giusta.

Non sei sola.

Partiamo dalle basi:
Colore della pelle ≠ Sottotono

Prima distinzione fondamentale: essere chiari o scuri non ha nulla a che vedere con il sottotono.

Puoi avere:

  • pelle chiarissima con sottotono caldo
  • pelle scura con sottotono freddo
  • qualsiasi combinazione nel mezzo.
pelle nera sottotono

Il colore della pelle (chiaro/scuro) è una questione di profondità, o per meglio dire di quantità di melanina all’interno della cute, mentre il sottotono è una questione di temperatura e direzione del colore.
Questo vale per te come per i trucchi che ti metti addosso.

Un’altra importante specifica:
(Sovra)Tono ≠ Sottotono

Con questo voglio tenerti le mani mentre ti dico: quello che devi valutare, per scegliere il fondotinta, non è il sottotono. Lo so. Tutti parlano di sottotono e ora io vengo qui a sconvolgerti la vita.

Ma dopo andrà meglio e tutto sarà chiaro.
Resta con me.

Ti consiglio di guardare QUESTO articolo che parla di come è fatta la pelle, per capire la differenza, ma in sostanza il colore della nostra pelle è dato dalla somma delle sfumature (date da molte cose tra cui i vasi sanguigni, due tipi diversi melanina e il carotene, per esempio) che compongono i vari strati della nostra cute, dal più profondo al più superficiale.
Siccome il fondotinta punta a uniformare l’incarnato e fa da “fondo”, per l’appunto, vuole mimetizzarsi quanto più possibile con la pelle (in particolare quella del collo, con cui andrà a sfumarsi) e accostarsi principalmente al tono percepito IN SUPERFICIE. Non vuole contrastare, ma “sparire”.

Diverso è il caso di cosmetici colorati, come il blush o i rossetti:

Sovrapponendosi e accostandosi al tuo incarnato (e al resto dei colori che compongono il tuo viso) faranno risaltare (spegnendole o accendendole) le altre nuances della tua pelle: per questi, il sottotono è un fattore che può essere preso in considerazione e che influisce sulla resa finale.

Quante volte ti è capitato di pensare “questo rossetto mi sbatte”?


Non è lo stesso per il fondotinta, che principalmente va scelto in base al finish, alla coprenza, alla tipologia di pelle e al tono complessivo del tuo incarnato, per l’appunto.

Quindi usiamolo, quel cosmetico che “stona”
che sia il rossetto, il fondotinta o il correttore

Iniziamo capendo la composizione del make up, ovvero dei pigmenti che si trovano al suo interno per imitare (ormai in sfumature sempre più varie) la grande complessità della pelle umana.

Parliamo di teoria del colore:

Ci sono il nero, il bianco (che servono appunto per determinare il grado di chiarezza o meno del prodotto) e tre colori fondamentali: il blu, il giallo e il rosso.

Pensa a cosa noti in genere quando un prodotto risulta “sbagliato”:

pensati smarrita davanti agli swatch dei rossetti
cosa NON FUNZIONA, quando non funziona?
  • Risulta troppo arancio?
    Vuol dire che vira troppo in quel primario e pertanto doveva avere una maggior componente di viola, quindi di rosso e blu: probabilmente sei in cerca di rossetti (e trucco) con un sottotono più freddo
  • Troppo rosa?
    Vuol dire che ti occorre qualcosa di più caldo, perché il prodotto contiene troppo rosso, e serve una componente gialla che gli dia una tonalità più aranciata
  • Verde/grigio?
    Con i rossetti, di solito, può capitare con le tonalità nude. Per togliere quell’effetto “annegata” serve qualcosa di più rosso perché il verde è una somma di giallo e blu. Oppure è troppo chiaro: il rossetto ha una quota eccessiva di bianco per la tua carnagione, fa “gesso”, e ti serve qualcosa di più scuro.

Una specifica: un rossetto rosso, per dire, ha comunque al suo interno una combinazione di questi colori e può risultare più caldo o più freddo a seconda del bilanciamento e starti “meglio” o “peggio” in base a come contrasta con la tua pelle. Non ci sono colori vietati, ma solo tonalità meno più o meno donanti in quel colore.

Il rossetto rosso perfetto per te esiste: si tratta solo di trovare il tono giusto.
Per alcune può essere un rosso più mattone, per altre più vibrante e puro, per altre più pescato e via così.


Lo stesso vale per il nude, e per qualsiasi altro colore e prodotto.

Tutto chiaro?
La prossima volta che ti trovi davanti allo stand, prova diverse tonalità e osserva gli swatch sotto questo aspetto.

(Per fortuna) Ormai quasi tutti i marchi hanno un range sempre più ampio di tonalità quindi continua a provare.

Troverai quello che non risulta troppo rosso, troppo giallo o troppo blu.

Per un fondotinta, si tratterà di trovare il giusto grado di bianco/nero perché “sparisca” nella tua pelle e facilmente, da questo punto di vista, il prodotto potrebbe diventare troppo chiaro o troppo scuro in diversi momenti dell’anno in base al tuo grado di abbronzatura.

Ma il sottotono resterà lo stesso!

Va detto che le sfumature della pelle sono il risultato di molti fattori e contrasti e quindi risultano più complesse e composite di tutte le shade producibili in laboratorio


Per questo il trucco è in grado di aggiungere e modificare alcune di queste tonalità con ciò che metti sopra al fondo (dai blush, al contouring, al bronzer, compreso tutto il makeup degli occhi) in modo da utilizzare i contrasti per far funzionare e bilanciare anche quel rossetto che non è proprio il tuo, ma ti piace tantissimo lo stesso…
ma questo è un argomento per un altro giorno!

Oggi invece voglio parlarti dell’analisi dell’armocromia, che serve appunto a guidare ogni persona (anche se unica nella sua combinazione di sfumature) nell’individuare una tonalità dominante che poi tornerà utile nello scegliere trucchi, indumenti, gioielli…

Avrai forse sentito parlare delle principali stagioni in cui si possono suddividere i fototipi, ovvero inverno, autunno, primavera ed estate. Ma ci sono anche molte sottosezioni che aiutano a non ignorare la complessità dell’incarnato e del complesso visivo di una persona, pur aiutando a etichettarlo.

In seduta usiamo i drappi normalmente utilizzati per questa analisi ma anche il make up, per aiutare a comprendersi con la volontà di orientarsi più facilmente nelle tante sfumature disponibili e utilizzare più consapevolmente ogni colore si voglia, grazie a contrasti, accostamenti e bilanciamento dei prodotti.

Perchè l’armocromia non deve essere una costrizione, ma una semplificazione.

Spero, a questo proposito, di esserti stata utile oggi con questo articolo!

Non voglio più sentire frasi come “no a me il rossetto rosso mi sbatte” o “non esiste il nude del mio colore”.
Io e i prodotti dello studio negozio siamo sempre disponibili per aiutarti a trovare la shade giusta per te! Vieni pure a provare tutto ciò che vuoi e fammi sapere se il test, da ora in poi, va meglio e se ti aiuta a trovare le tonalità più giuste per te.

Sai come la risolviamo, altrimenti?

Con una consulenza trucco o una lezione personalizzata.

alla prossima ;)🍎